A Marassi di rincorsa. Il Napoli targato Allegri inizia la sua nuova stagione da Genova. Il Grifone è il primo avversario che il calendario mette davanti a un Napoli reduce dal biennio Conte. La gestione dell’allenatore leccese ha condotto gli azzurri a grandissimi risultati, ma con degli effetti che la società deve irrimediabilmente affrontare, chiedendo ad Allegri di gestire un gruppo di qualità, ma non del tutto completo. E con alcuni elementi che rappresentano più un esubero che un punto di forza.

Lo storico col Genoa è favorevole ai partenopei, coi liguri alla vigilia di un campionato in cui si aspettano di condurre una lotta salvezza senza sofferenze e con la possibilità di affacciarsi in zone più tranquille della classifica. Rispetto ai Genoa-Napoli di un po’ di anni fa, il confronto di questi anni ha perso l’equilibrio che durante i primi anni del Napoli di De Laurentiis in A vedeva i rossoblù e gli azzurri su confronti più equilibrati, anche grazie a una struttura di squadra molto più solida in casa Genoa. 

Max Allegri è alla sua prima stagione con una big che non è tra le tre del “potentato” italiano. Il Napoli, almeno stando alle analisi di sistemi statistici e alle opinioni di diversi addetti ai lavori, non parte coi favori del pronostico. E lo stimolo più grande per un Allegri apparso molto sereno durante la preparazione estiva sarà proprio quello di scrivere il suo nome tra quelli che hanno smentito pronostici e previsioni. Impresa comunque da iniziare in salita, visto il calendario complicato che ha il Napoli nelle prime giornate e l’assenza di molti uomini nel reparto difensivo.

A Genova il Napoli dovrebbe affidarsi a un 4-3-3 duttile con Di Lorenzo, Rrahmani, Rafa Marin e Olivera a formare la linea difensiva. L’alternativa è Spinazzola. In mediana Lobotka dovrebbe guidare un centrocampo con McTominay e Anguissa incursori, mentre De Bruyne probabilmente partirà dalla panchina. In attacco Hojlund è alla ricerca di una condizione non apparsa al meglio durante la fase di preparazione. Al Napoli mancano già molti giocatori. Buongiorno, Marianucci, Beukema e Neres su tutti, con altri elementi non ancora pronti per i novanta minuti. Alcune assenze costituiscono un peso che di certo non è semplice da sostenere, anche in relazione alla collocazione di Badiashile, che non si sa se sarà convocato per Genova.

De Rossi, che l’anno scorso in casa col Napoli ha subito una bruciante sconfitta grazie a un rigore all’ultimo minuto di Hojlund, deve fare i conti col dubbio Havel in attacco. Vitinha e Colombo eventuali alternative per il reparto avanzato. Norton-Cuffy e Mitaj agiranno sulle corsie esterne sia per spingere che per garantire copertura rispetto alle catene di fascia degli avversari. 

Si potrebbe ipotizzare un copione tattico per cui il Napoli dovrebbe avere maggiore iniziativa. Allegri durante le partite di campionato ha mostrato predilezione per il possesso palla, con un atteggiamento tattico più alto e offensivo. Il 3-5-2 del Genoa sarà quasi certamente orientato a una prudenza difensiva e a una maggiore attenzione alla fase di copertura, soprattutto in mediana. Il confronto tra i centrocampisti e degli esterni potrebbe essere la chiave di volta della partita.