Intervistato ai microfoni de La Gazzetta dello SportPiotr Zielinski ha parlato così della sua evoluzione tattica con Chivu e del suo futuro in maglia Inter. Questo uno stralcio delle sue parole.

Inter, le parole di Zielinski

Però il percorso di Zielinski è stato differente: da 10 è diventato mezz’ala e per Chivu anche regista.

«Chissà se finirò la carriera da difensore, in Polonia... Sicuramente c’è stata un’evoluzione. Sono diventato centrocampista puro a Empoli, prima con Sarri e poi soprattutto con Giampaolo. E nell’Inter sto imparando anche il ruolo di play».

Non le piaceva e lo ha detto a chiare lettere.

«Ma devo ammettere che mi sto convincendo. La mia era una resistenza mentale. Continuo a vedermi come mezzala ma non mi manca niente per giocare davanti alla difesa».

Cosa è cambiato tra il primo e il secondo anno di Inter? Un anno fa sembrava un esubero.

«Speravo che il nuovo allenatore fosse curioso di capire cosa non avesse funzionato prima. Per fortuna è successo. Mi ha capito, mi ha aspettato. E io piano piano sono riuscito a esprimere il mio potenziale. A lasciare l’Inter non ho mai pensato».

Perché la prima stagione è stata così negativa?

«Intanto perché ho avuto dei problemi fisici. Provai delle scarpe nuove: mi causarono delle vesciche ai piedi che i fisioterapisti non avevano mai visto nella loro carriera. Da lì sono derivati altri problemi. Poi è stata anche colpa mia. Avevo sottovalutato la difficoltà del trasferimento dal Napoli. Avrei dovuto lavorare di più e accettare di non essere sempre titolare».

Cosa si aspetta dall’Inter adesso?

«Il sogno è vincere la Champions League. Faremo di tutto per realizzarlo, già da quest’anno. Ma non trascuriamo niente, anche in Italia».

A 32 anni pensa già a cosa farà dopo l’addio al calcio?

«Non ci voglio pensare perché mi fa paura. E poi non sono così vecchio. Prendo spunto da un fenomeno come Modric che a 41 anni gioca ancora ad alti livelli e fisicamente sta benissimo. Dovrò curare con attenzione il mio corpo, sempre di più, per resistere. Ma spero di restare nel grande calcio altri 5-6 anni. Magari all’Inter».